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Mostra in festa per gli eroi Pixar E Lucas consegna il Leone d'oro

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070909

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Mostra in festa per gli eroi Pixar E Lucas consegna il Leone d'oro






Una domenica festivaliera all'insegna dei colori. Grazie al blu, all'azzurro, al verde, al rosa, al giallo e al rosso delle migliaia di palloncini portati qui al Lido dalla Pixar. Per festeggiare il Leone d'oro alla carriera assegnato oggi al suo capo nonché guru, John Lasseter, e agli altri registi della factory: Andrew Stanton, Brad Bird, Pete Docter, Lee Unkrich. Gente che ha firmato capolavori come "Alla ricerca di Nemo", "Toy Story", "Ratatouille". E che, come spiega un altro grande visionario del cinema contemporaneo - George Lucas, chiamato a consegnare loro il premio - "con la forza del proprio talento e della propria libertà creativa, successo dopo successo, ha costruito un impero".

Così, per un giorno, la Mostra si trasforma in un luogo a misura di bambini: ce ne sono centinaia, accalcati attorno agli animatori che distribuiscono loro gadget di ogni tipo. E non si stancano di guardare i personaggi a grandezza naturale di alcuni film come "Toy story", che sfilano sul red carpet. Un grande festa, quella organizzata dallo studio appartenuto un tempo allo stesso Lucas, poi ceduto a Steve Jobs che in seguito ne ha promosso la fusione con la Disney. Però non è solo un'autocelebrazione, questa. Perché la messa in scena così scintillante serve a promuovere la decima e ultima pellicola della casa, "Up", già passata a Cannes, proiettata questa mattina in anteprima italiana.

Dunque momenti di gioia, all'esterno, per i più piccini; e anche all'interno della Sala Grande, per gli adulti che assistono alla cerimonia di premiazione. In cui risuonano applausi a scena aperta al montaggio di alcune bellissime sequenze dei film Pixar. Ma in cui l'ovazione più sentita la strappa Lucas: "Sono contento di essere qui - dichiara il papà di "Guerre stellari" - in questa città che amo, in questo festival ricco di film". E a Lasseter e agli altri quattro premiati dice: "Questo riconoscimento proprio lo meritate: avete raccolto i maggiori talenti del settore dalle terre di nessuno di Hollywood, e siete arrivati al top".

Dopo la premiazione, per il pubblico in sala arrivano due brevi, ghiotti assaggi di cinema che Lasseter e soci hanno portato con sé. In primo luogo una scena di cinque minuti del prossimo "Toy story 3", le prime immagini in assoluto della pellicola. In cui vediamo Andy, il padrone dei giocattoli eroi della saga, che sta per andare al college; e così Woody deve salvare Buzz e gli altri suoi amici da un destino in discarica... Segue una sequenza estesa e inedita di "The princess and the frog", film Disney di animazione tradizonale in cui - fatto assolutamente nuovo - la protagonista è di colore. Infine, per intero, la nuova edizione "ripassata" in 3D di "Toy story 2".

E qualche ora prima, in conferenza stampa, Lasseter e soci si sono sottoposti volentieri al fuoco di fila delle domande dei cronisti. E se il direttore della Mostra Marco Muller definisce la Pixar "qualcosa che somiglia a una bottega rinascimentale", il numero uno di questa bottega ne rivendica lo status di "luogo in cui comandano i creativi, e non gli executive". Un posto in cui le tecnologie sono all'avanguardia, ma in cui "ciò che conta non sono hardware e software ma le persone; le tecnologie cambiano in fretta, ma è merito degli 250 registi e mille artisti che lavorano con noi se riusciamo a produrre film di qualità. In cui quello che conta sono le emozioni, il divertimento ma non solo. Perché per ogni sorriso va versata anche una lacrima". E poi loro alla Pixar si reputano fortunati perché nel corso del tempo hanno "lavorato con George Lucas e poi con Steve Jobs, le menti più geniali della nostra epoca".

Quanto al fatto che - come dimostrano i festival di Cannes e Venezia - l'animazione sia ormai uscita dal ghetto in cui per troppo tempo è stata rinchiusa, Lasseter commenta: "Finalmente siamo sbarcati in un pianeta in cui ci accettano: noi comunque facciamo film per noi stessi, i nostri amici e le nostre famiglie, non per i critici delle Mostre". Anche se poi, sul riconoscimento del Leone d'oro, ostenta fin troppa modestia: "Quando Marco Muller me lo ha comunicato, sono andato a leggere l'elenco dei vincitori del passato e ho pensato 'oddio, stavolta hanno proprio scelto il tipo sbagliato...'".
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fablack91

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